Tour on the road

Prima tappa del tour: Nova Gorica

DIARIO DI BORDO GIORNO 2

Morning Travellers! Questa mattina ci siamo svegliati a ridosso del fiume Isonzo (SOCA), e dopo una buona colazione,  abbiamo parcheggiato presso il Parco cittadino Borov Gozdicek (dove abbiamo trascorso la prima notte), per poi andare alla scoperta di Nova Gorica.

Cominciamo...

Il nuovo centro città è ben collegato con l’antico villaggio di Salcano (Solkan), con l’altipiano di Tarnovo – Bainsizza (Trnovsko – Banjska platona) e con la Valle del Vipacco (Vipava – Vipavska Dolona), mentre sul lato meridionale sorge il Carso. La sua posizione sin dai tempi remoti, l’ha reso un crocevia di popoli e culture, unendo la diversità della natura che riflette in tutti i campi dell’attività e dell’espressione umana. E’ proprio questo che caratterizza la città, effervescente di giovinezza, e allo stesso tempo stimola viticoltori, frutticoltori, olivicoltori, boscaioli e agricoltori nel retroterra agricolo, a raggiungere l’eccellenza e ad arricchire l’offerta di prodotti agricoli con un a vasta scelta di agriturismi, trattorie e ristoranti.

Incontri e parole

Mentre camminavamo, abbiamo scambiato due chiacchiere con 3 poliziotti sloveni, la quale mi hanno chiesto che impressione ho avuto sul luogo, come l’ho trovato (feedback…), e gli ho risposto che ho trovato la città davvero in ordine, pulita, i cittadini cordiali, educati, tutto semplicemente perfetto. Il poliziotto si è rallegrato, ha detto che fanno il possibile per mantenere l’ordine e pulizia, che i cittadini ci tengono al loro territorio. Poi mi ha chiesto del tour “Genova: Un ponte sul Mondo”, e sono stata lieta di raccontare il progetto, che ha trovato straordinario, ed ha ringraziato per aver scelto la Slovenia come prima tappa del tour! Di seguito gli ho indicato il mio cambiamento di itinerario (che ha trovato giusto, infatti adesso sono sotto ad un tempo non tanto felice… per fortuna non sono andata a nord…), e che tra qualche giorno vado a Kocevje nella foresta! Lui mi ha detto che si stanno svegliando gli orsi e che è possibile incontrarli!

Confine

Ho tirato un urlo di gioia! Lui si è spaventato, dicendomi che sono abituati alla presenza dell’uomo, come tutta la fauna locale, e che non c’è pericolo se tu continui a fare il tuo percorso. Gli ho risposto che l’urlo era per l’emozione di incontrarne uno! Un sogno che si avvera! Dopo i saluti, con i miei 4 dogs-travellers, siamo tornati al confine verso Trg Europe.

TRG Europe è anche chiamata:  piazza transalpina, situata di fronte alla stazione dei treni di Nova Gorica, che tutt’oggi mantiene quel fascino risalente all’epoca austro-ungarica.
La piazza divisa a metà, appartiene da una parte a Gorizia (Italia) e una parte a Nova Gorica (Slovenia), dove un tempo costitutiva il confine di Stato tra i due paesi.

Al ritorno verso ROGER, abbiamo visitato il palazzo Municipale, Piazza Bevkov trg di recente ristrutturazione, con il modello in scala del progetto urbanistico di Nova Gorica, ideato dall’architetto Ravnikar.

Erjavceva Ulica

La zona è pedonale, con negozi, bar, uffici,  la Casa degli esperimenti e della cultura, alcune gallerie d’arte, dove poter trascorrere il tuo tempo libero in uno spazio all’aperto.

Simpatico e ricco di storia e significato, è il viale dei personaggi celebri, chiamata Erjavčeva Ulica è una delle strade più antiche della città. Questa via, venne costruita per collegare la Nova Gorica con la stazione dei treni, e lo scopo dei primi progettisti della città, fu quella di collegare Nova Gorica e Gorizia (Italia), eliminando così il confine provvisorio.

Erjavčeva Ulica è costeggiata da busti commemorativi di personalità famose che hanno lasciato un’importante impronta in queste terre.

Enogastronomia

La ristorazione della regione di Gorizia vanta una lunga tradizione di cura del benessere degli abitanti e dei visitatori. E’ ispirata sia alla tradizione delle trattorie “furnare” (i furnari erano le persone che si occupavano del trasporto via terra con i cavalli). La convivenza di tedeschi, friulani, italiani, ebrei, sloveni e di persone appartenenti ad altre nazionalità, che abitavano insieme nella regione di Gorizia, si riconosce in piatti come i minestroni di verdure, la iota con crauti o rape acide, i maccheroni, il fritto impanato di pollo, i piatti alla griglia, il prosciutto in crosta con rafano, le patate in tecia, i canederli di patate ripieni di prugne, lo strudel di mele e vari dolci della zona come il ‘potice’ di noci, la ‘gubanca’ e il ‘flancati’.

Gli orti della regione di Gorizia, i suoi campi e frutteti, erano famosi già nel periodo dell’Impero austro-ungarico, quando i contadini delle confluenza dei fiumi Isonzo e Vipacco rifornivano i mercati dell’allora monarchia di verdure di stagione: piselli, ciliegie e patate. Tra le colture specialmente apprezzate c’erano gli asparagi, mentre nei mesi invernali il pregiato radicchio rosso tardivo, la cui sofisticata procedura di coltivazione e preparazione è stata assimilata dai nostri contadini nella seconda metà del diciannovesimo secolo.

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