Tour on the road

LA VALLE DI VIPAVA

Arriviamo da ROGER, e dopo un veloce taglio di pizza, metto in moto e seguo la statale direzione Ljubljana – Ajdovscina, per raggiungere la Valle di Vipava!

Il paesaggio è davvero delizioso ed incantevole, la valle è di un bel colore verde, tra vigneti e piccoli villaggi, alberi da frutta, come le ciliegie, le pesche e le albicocche, che tanto contribuiscono a rendere speciale il sapore dei vini locali.

Questa valle verdissima, con il suo centro ad Ajdovscina e con il fiume Vipava (Vipacco) da cui prende il nome, si erge da una parte sopra il fiume, offrendo un panorama magnifico, mentre dall’altra parte è riparata dai pendii del Carso. Qui la vite cresce molto bene già da secoli, perchè la natura benevolmente dona tutto ciò di cui ha bisogno. E’ stata portata qui dagli antichi romani che hanno lasciato un’impronta visibile sia a Castra ad Ajdovscina, nell’abitato di Ad Pirum a Hrusica, sia a Sv Pavel sopra Vrtovin.

E’ possibile vedere i reperti archeologici romani anche nella collezione del museo di Ajdovscina, nel centro culturale di Bokovica e nella trattoria Stara posta a Hrusica vicino a Podkraj.

Il sostrato roccioso è costituito da flysch e da strati alternati di arenaria e marna che con la disgregazione creano uno strato spesso di terreno, ricco di minerali Nelle vicinanze a Gora e nella Selva di Tarnova, troviamo un mondo completamente diverso, calcareo, con abbondanza di neve in inverno e temperature fresche durante l’estate. Il clima mite sub-mediterraneo è presente in questa regione con tantissimo sole e un buon numero di precipitazioni, sfidando con successo la bora che di tanto in tanto mostra i suoi denti, ragione per cui i tetti sono ovunque appesantiti con pietre.

La composizione del suolo è ricca, il che si riflette nei vini di questa regione. Oltre la vite cresce molto bene anche la frutta, come le ciliegie, le pesche, i fichi, le albicocche e i cachi. il pittoresco paesaggio con i suoi terreni coltivati è arricchito di simpatici villaggi ai bordi della valle in mezzo ai quali i piccoli vigneti terrazzati, sempre accuratamente ordinati, si inebriano del sole.

I sentieri che corrono attraverso i vigneti, sono una grande attrazione per gli escursionisti e i ciclisti. La loro bellezza raggiunge il culmine durante la fine dell’autunno, quando nascosta tra i colori caldi delle foglie, si possono trovare qualche fragola di bosco.

Raggiungo il Kamp Tura, dove Anja, la receptionist, con un sorriso e buon modo, mi illustra il campeggio. Il camping si trova in cima ai piedi del Krajinski Park, e devo dire di aver fatto tutta la ripida salita in prima marcia…

Inizio le fasi di carico e scarico delle acque, dove riscontro qualche problema… Roger è un camper vecchiotto, ed è provvisto di wc nautico, quindi non a cassetta, così non ho potuto svolgere l’attività di scarico delle acque nere! Il fatto è che i campeggi in Slovenia, si sono giustamente ‘adeguati’ , allo scarico a cassetta, e difficilmente lungo il mio itinerario, potrò trovare luoghi per effettuare tale lavoro…

Relax and Wine...

Così, perdendo del tempo prezioso per fare delle escursioni o delle degustazioni nelle aziende vinicole, prendo i cani e nel solarium del camping, degusto un bicchiere di Sauvignon bianco. Faccio per pagare, e tiro fuori 7 euro. Anja mi dice che la cifra non è corretta, e mi presenta uno scontrino… 0,70 centesimi! Le dico: “ti sei sbagliata… manca uno zero…” lei sorride e risponde che il prezzo è giusto! Un bicchiere, per altro straordinario, costa 0,70! Alla fine con 7 euro, ho comprato la bottiglia! #ifeelslovenia.

Mi informo un pò sulla questione fauna selvatica, e semplicemente, la signora del camping risponde che loro, (inteso in Slovenia),  rispettano gli animali e l’ambiente, che non c’è alcuna pressione venatoria, e nonostante ci siano orsi, cinghiali, caprioli, etc, a parte qualche eventuale danno a qualche agricoltore, ma molto di rado, lo stato non uccide senza un giusto controllo di eccedenza, è fondamentale per la biodiversità ed il sistema. Nessun cacciatore spara al di fuori della stagione, pene severissime, e non vicino ai centri abitati, per questo non vi sono animali! Insomma, ciò che io e altre persone, sosteniamo da tempo… Alla fine il confronto con noi, non ha retto. Scrollava la testa, dicendo ‘no, no’. Certo, il rispetto tra interspecie qui è fondamentale.

Per gli amanti dell’arrampicata, questo è il posto che fa per voi! Invece per degustare i sapori eno-gastronomici, dovete venire in questa valle nel mese di maggio, durante I sapori di Vipava ed il Festival del Zelèn.

Adoro questo posto! Le chiedo per una degustazione da fare l’indomani, e sempre con un sorriso, mi dice: “ci penso io!”. Le dico che andrebbe bene per l’ora di pranzo, alle 12 e se possibile portare i cani. Anja ha organizzato tutto! Io devo solo presentarmi alle 12 alla reception.

Inizia a salire un vento spaventoso ed il cielo diventa scuro, verso sera, si inizia a ballare! Il vento era così forte che ad un certo punto ho sentito un forte colpo sulla carrozzeria, mi sono spaventata, ho subito pensato ad un ramo o a delle pietre, ho provato ad uscire fuori, ma la forza del vento, non mi faceva aprire la porta del camper, nell’unico momento di calma, sotto la pioggia, ho aperto ed ho visto che il cavo elettrico era staccato!!! Oddio! pericolo! Per paura di una scintilla o altro, ho subito staccato il cavo da Roger, e l’ho portato dentro! così ho usufruito dei 12v grazie al pannello solare! Roger, si spostava e traballava, i cani erano terrorizzati, il letto in mansarda era gelido, il riscaldamento non serviva a molto, dato che il vento entrava da ogni parte. Così, armata di santa pazienza, ho preso cuscino e coperta, e mi sono messa nel divanetto a scaldare i piccini. Verso le 22, il vento è calato, il riscaldamento iniziava a svolgere il suo lavoro, ma continuava a piovere, e sotto l’acqua, non me la sono proprio sentita di attaccare il cavo elettrico… Pazienza, il frigo andrà con il gas… Alla fine, dato che per la mia statura non potevo sdraiarmi nel divanetto, decido di andare in mansarda. Non c’è più vento.

Il festival dei vini a Sempas è un’ottima occasione per tutti gli amanti del vino per conoscere i produttori locali e la vasta gamma dei loro vini. I visitatori più esigenti possono inoltre partecipare a tutti i workshop dedicati all’arte dell’abbinamento di vini e cibo.

L’indomani mattina, c’è un sole stupendo, prendo i cani e andiamo in un sentiero del bosco, poi torniamo da Roger,  facciamo colazione, mi preparo e alle 12 con Coco, saliamo nel van dell’azienda vinicola! Urban, il proprietario ride appena vede un mini cane… dice che ha preso il furgone sapendo che avevo 4 cani… Ma alla fine, per comodità, 3 li ho lasciati in camper, ma lui si aspettava 4 giganti! eheheh.

Arriviamo all’azienda, un luogo fantastico, un piccolo borgo di deliziose casette, tutte ben tenute e decorate, Urban ci tiene a farmi sapere che li abita tutta la sua famiglia! Adesso è il momento della degustazione! Sul tavolo sono disposte 5 bottiglie di vino a marchio http://www.vino-petric.com/ (la sua azienda), Uno Zelèn, un Pinela, un Bela Natura, un Rdeca Natura e un Rumeni Muskat.

La visita alle cantine vinicole o “hram”, (profonde cantine sotterranee) è sempre un’esperienza speciale. Quando un produttore vinicolo apre la porta e ci accompagna nella stanza con le botti, rivela anche la propria anima.

Inoltre c’è un tagliere con pane, formaggio, olive e affettati. Gli dico che è un ottimo servizio, ma che sono vegetariana… così iniziamo a parlare della mia associazione #Zandra e degli animali che salvo, mi chiede se deve far preparare altro cibo, insomma, davvero una persona gradevole, attenta e disponibile! Alla fine, Coco ha apprezzato gli affettati! Ovvio, gli animali sono carnivori, e non posso andare contro natura…

Lo Zelèn è una varietà autoctona della Valle del Vipava. Il suo colore è giallo paglierino con riflessi verdolini. Il suo profumo richiama i frutti tropicali, ha il sapore dell’estate, di mela e di pera, con una dolce nota di miele. Alla fine riscopri quella punta di acidità e sapidità, dovuta alla terra piena di minerali. Un esplosione di sapori e di profumi.

 Il Pinela, ha un gusto pieno ed armonico, con un tocco floreale e di Sambuco. Leggermente acido, si sposa bene con i pomodori ed… il basilico! Così gli ho parlato del pesto! (spero al ritorno di fermarmi a salutarlo e preparargli un pò di pesto!)

Il Bela Natura, significa vino bianco (bela) è un vino fresco, con il gusto dell’albicocca, di un giallo paglierino, realizzato con Zelen e Rebula.

Rdeca Natura, un vino rosso, ottenuto da Cabernet, Merlot e Barbera. Ha il sapore della ciliegia e di vaniglia, maturato in botte di rovere, buono, fruttato.

Ed infine il Rumeni Muskat, l’ho adorato! Di un colore dorato brillante, il suo aroma di pervade le narici: agrumi, albicocca, prugna.

Alla fine, ho comprato due bottiglie: uno Zelèn e un Muskat!

Urban mi riaccompagna al camping, dove gli presento Roger e il resto della ciurma, e intanto conosco la proprietaria, una donna gentilissima e che parla benissimo l’italiano! Ci offre un caffè, e mi racconta la storia del territorio, degli orsi, della gestione della fauna selvatica, di come gli sloveni amino la loro terra e rispettano la natura e l’ambiente! E si vede! Le confido che sono davvero rimasta colpita di quanta pulizia, educazione, ordine ho trovato in questi giorni, della ottima impressione che ho avuto.

Trekking...

Ho conosciuto delle persone davvero fantastiche! Sono grata di tutto questo. Dopo un veloce saluto, alle 16 circa, prendo un sentiero verso il Monte Nanos, dove raggiungo la chiesetta filiale di San Nicola, e anche qui, mi rendo conto della pulizia del bosco… Non ho trovato né una cartaccia, né un mozzicone di sigaretta, lattine o bottiglie, cartucce, lavatrici, insomma, tutto ciò che troviamo nei nostri boschi… Così al ritorno, mi fiondo subito da lei, e le chiedo come mai, non ho trovato nemmeno impronte di animali, e di come viene gestito il controllo della fauna selvatica.

CHIESETTA FILIALE DI SAN NICOLA

Sulle pendici meridionali del Monte Nanos (Gora) tra Porece e Vipava è situata la chiesa filiale di San Nicola, che si trova ad una altitudine di 443 m. La prima menzione risale ai primi anni del XVII secolo, come si deduce dall’anno 1608, scolpito sul portale in pietra del tardo gotico. Il documento d’archivio attesta che la chiesa con l’altare venne consacrata nel 1699. La chiesa di San Nicola è stata nella sua storia di più di 300 anni esposta a furti, distruzioni ed al graduale deterioramento, che si sono verificati soprattutto durante la seconda guerra mondiale e successivamente, quando fu esposta al bombardamento dell’ex esercito jugoslavo dal vicino poligono di tiro di Mlake.

L’altare in pietra e il portale d’ingresso gotico sono stati derubati, si sono invece salvati alcuni paramenti sacri, elementi in pietra e sculture. La chiesa è stata ripulita dalle macerie nel 1987, mentre tra il 1991 e il 1993 si sono svolti i lavori di ristrutturazione. Sono stati ricostruiti i resti dell’architettura originaria dell’altare, le statue di San Floriano e Sant’Antonio da Padova e gli archi in pietra della volta. La chiesa è stata nuovamente consacrata il 5 dicembre 1993.

La chiesa ha una tipica architettura mediterranea. E’ a una navata con un presbiterio che si chiude a treottavi, un campanile a vela e un tetto coperto da lastre di pietra. Sul campanile sono poste due campane più piccole. all’interno della chiesa, si può ammirare la bella architettura dell’altare, che è stato magistralmente restaurato. Su ogni lato ci sono due pilastri. L’altare si chiude sopra con una cresta semicircolare, sulla quale è raffigurata una figura angelica da ogni lato.

Nella nicchia dell’altare è posta un’icona raffigurante San Nicola vestito da vescovo, in compagnia di due bambini. che è stata dipinta dal pittore Tomaz Perko. La chiesa è oggi la meta preferita dai pellegrini e dagli escursionisti.

Le dà ulteriore valore una splendida posizione con alle sue spalle lo scenario delle magnifiche rocce del Monte Nanos che si eleva al di sopra di essa. Qui si trova anche l’habitat più settentrionale in Slovenia di una varietà di quercia mediterranea a basso fusto sempreverde denominata “Quercus ilex”.

PRODOTTI TIPICI

Il prodotto tipico per eccellenza e anche il più conosciuto, è il vino. Già da secoli, la sua produzione ha accompagnato la vita quotidiana della zona, dove il tempo è rimasto immutato e scandito dall’attività dei vigneti. ogni anno si tiene la festa di San Martino, la più importante per un viticoltore. I vigneti appartengono al circondario vinicolo della Valle di Vipava, che fa parte delle regione vinicola del litorale (Primorska).

La maggior parte delle viti è piantata sulle caratteristiche terrazze che danno ai colli e ai pendii sopra la valle, l’aspetto di un paesaggio culturale attentamente curato. Questa regione è diventata una seconda casa anche per alcune varietà di fama mondiale quali lo chardonnay, il pinot e il merlot, che coesistono con le antiche e pregiate varietà autoctone: zelen, pinela e klarnica, che rimangono il principale vanto della produzione vinicola locale.

LA VITE E IL VINO

La Valle di Vipava vi invita sul suo sentiero del vino dove vi ospiterà calorosamente un gran numero di agriturismi e cantine. I vini di Vipava sono eleganti e armonici, con un bouquet ricco e fresco, alcuni con un estratto ricco, raramente invecchiati.

Qui crescono benissimo: La Ribolla, lo Chardonnay. il Sauvignon bianco, il Pinot bianco e grigio, ma anche il Riesling e la Malvasia, di cui i viticoltori stanno riscoprendo nuovamente le amate varietà bianche e rosse, conosciute come il vino Vipavec.

Naturalmente non possono mancare i vini bianchi autoctoni come Pinela e Zelen. Il consorzio Zelen da anni si prende cura della loro promozione, Gli intenditori saranno certamente intrigati anche dalle antiche qualità di vino Klarnica e Vitovska Grganja.

Tra i vini rossi potrete godere del Cabernet Sauvignon, del Pinot nero e del Barbera, ma vi sorprenderà soprattutto il Merlot che in alcune zone nella Valle di Vipava dà dei vini unici.

Da non perdere...

Quando sarete in giro per la Valle di Vipava, non potete perdere le sue moltissime bellezze naturali, come le sorgenti del fiume Vipava, il Monte Nanos, (ricchissimo dla punto di vista botanico) la famosa finestra naturale Otlisko Okno e la poderosa sorgente del torrente Hubelj dove nel 394 avrebbe avuto luogo la battaglia decisiva tra Teodosio ed Eugenio, seguita dalla caduta dell’Impero Romano.

Affascinerà molte persone anche il patrimonio culturale della parte superiore della Valle di Vipava, il castello di Zemono, e il palazzo Lanthieri. Più che interessante è anche la storia di Anton Lavrin, il primo console austriaco in Egitto. Meritano sicuramente di essere visitati i suoi due sarcofagi egiziani al cimitero di Vipava.

Chi fosse interessato al patrimonio tecnico, può visitare la vecchia fonderia vicino Hubelj. I villaggi più pittoreschi da vedere sono sicuramente Vipavski Kriz e Goce. Chi invece è attratto dalle esperienze adrenaliniche, può cimentarsi con il parapendio, il deltaplano, l’arrampicata e la mountain bike. Potete mettere a prova le vostre abilità di arramapicata anche su due pareti: a Gradiska Tura (la seconda parete più grande della Slovenia) e a Bela. Nel parco sportivo Pale a Ajdovscina sono disponibili delle piste per 4-cross e altre discipline di questo genere.

Qui inizia anche un interessante sentiero didattico e naturalistico lungo il Hubelj. Le possibilità per fare escursioni in bicicletta o trekking sono innumerevoli, grazie anche al bel tempo.  E’ ricca anche la gamma di eventi sociali, in particolare quelli legati al vino: a febbraio potete partecipare alla camminata tra i vigneti a Vrhpolje, unirvi alla degustazione nell’ambito del Festival del vino a Sempas, durante le feste di Pasqua potete visitare l’evento interessante In compagnia del Pinela a Planina. Il mese di maggio annovera il festival enogastronomico I sapori della Vipava e il Festival del Zelen, mentre in autunno potete assistere alla grande vendemmia di Vipava.

Nella parte inferiore della valle, potete visitare Tabor, un piccolo abitato sopra Dornberk, il palazzo di Vogrsko, il castello di Rence, è interessante anche il Sentiero di Gregorcic vicino a Gradisce sopra Prvacina, il sentiero tematico dell’energia da Lijak fino a Sekulak e altri percorsi equestri.

Al Kamp Tura si arriva se a Vipava voltate in direzione Gradišče e salite per 1,6 km seguendo la strada asfaltata. Kamp Tura e’ situato proprio sotto la parete naturale di Gradišče, nel territorio intatto e protetto di Natura 2000. Vi sorprenderà la meravigliosa veduta sulla parte superiore della Valle della Vipava. Vi troverete in un ambiente tranquillo, lontano dal trambusto cittadino, dove potrete godere della quiete ed usufruire delle diverse attività sportive.

Il campeggio e’ un perfetto punto di partenza per escursioni in montagna, arrampicate su pareti naturali, pedalate in bicicletta, parapendio, deltaplano, camminate e corse a piedi.

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