Tour on the road

Dare un senso all’insensato

187 giorni di viaggio di cui 97 trascorsi per causa di forza maggiore a Salisburgo, vi racconto delle mie lunghe giornate in questa meravigliosa città, l’esperienza di una donna che è partita per fare un tour on the road nel mondo, un viaggio lungo, pianificato nel 2016, ma che si è ritrovata parcheggiata da 3 mesi per i continui imprevisti del suo camper ‘Roger’.

Vi racconto come è nato questo tour…

Once upon a time… Tutto è cominciato nel 2016…

Vivevo in Spagna a Marbella da due anni, (2014-2016) dove aprì il mio atelier di moda, e dove persi tutto ciò che avevo.  Sono stata narcotizzata e derubata anche della mia automobile… E così una notte, in preda alla disperazione e dalla voglia di tornare a viaggiare – cosa che ho sempre fatto sin da quando ero neonata – ho ideato il tour on the road a bordo di un camper!

Così, decisi di unire la mia passione per i viaggi, il fatto che amo stare da sola, che mi piace guidare, e che non rinuncio ai miei 4 pelosi.

Da qui, iniziai a studiare un tour on the road mondiale di 5 anni!

Trascorsi i mesi a scrivere del tour, il business plain con tutti i costi, gli itinerari inerenti alla prima edizione in Europa, stampai un centinaio di copie, e noleggiai un camper, o meglio, un furgonato per raggiungere il salone del camper di Parma per presentare il progetto.

Salone del camper a Parma

Era la prima volta che guidavo un quasi 6 metri, fu una tale emozione pensare di avere tutto ciò che mi serviva disponibile in ogni momento! I due giorni a Parma li trascorsi a girare per gli stand, (con i cani nel passeggino che ricevevano centinaia di foto), per promuovere il tour e cercare un’azienda che mi sponsorizzasse donandomi un camper in comodato d’uso. Furono ore davvero divertenti, in un mondo completamente nuovo per me, salivo e scendevo dai camper e cercavo di capire quale potesse fare al caso mio, per poterci vivere con 4 cani, considerare gli spazi, cosa portare, insomma, la prima edizione durava un anno, e dovevo studiare ogni cosa fino al dettaglio!

Dopo qualche giorno, ricevetti una telefonata, la quale un’azienda era disponibile a darmi in comodato d’uso un camper! Ero felicissima! Intanto portavo avanti le trattative con alcuni sponsor finanziari ed altri che mi avrebbero fornito di alimenti, attrezzature varie, etc. Purtroppo, il progetto svanì, quando ci fu il terribile terremoto ad Amatrice, ed il camper destinato a me, fu dato ad una famiglia. Giustamente. Dal canto mio però, anche io persi tutto in Spagna, e stavo facendo il possibile per ricrearmi, ma finì tutto in una bolla di sapone, mesi e mesi di lavoro buttati via, perchè non potevo permettermi di comprarmi un camper e quindi vivere solo con le poche sponsorizzazioni per coprire i costi del viaggio, era difficile.

Nel 2018 si ripresenta l’occasione di realizzare il viaggio, e grazie a pochissime persone, oggi, sono in viaggio come travel blogger per THE EXPLORER WORLD, con il tour on the road denominato “Genova: Un ponte sul Mondo”. Chi mi conosce sa che questo era un forte desiderio covato per 3 lunghissimi anni; Sanno che sono grintosa, una donna coraggiosa e che se la sa cavare benissimo da sola in giro per il mondo. In questo modo posso essere me stessa, riesco ad esprimermi completamente, perchè amo viaggiare, fare volontariato anche in cambio di vitto e/o alloggio, collaborare con le aziende, tutto fa parte della mia vita. Cambiare città, vedere volti nuovi, conoscere usi e costumi diversi dai miei, il fatto di non mettere alcuna radice, e vivere ogni giorno in continuo cambiamento. Tutto questo mi dà gioia e mi fa crescere in modo personale, spirituale, arricchendomi di esperienze, vivendo con passione le mille avventure e i tanti imprevisti!

Aspettative...

La mia idea di viaggio era completamente diversa rispetto alle disavventure che sin da subito si sono venute a verificare, si sa, in un tour on the road, bisogna essere in grado di preventivare alcuni imprevisti, ritardi dovuti anche dalle condizioni climatiche o da una semplice influenza, e per questo, avevo programmato alcuni ‘giorni di scarto’ che potessero essere utili per poter recuperare l’eventuale perdita di tempo e riprendere il viaggio. Va da sé, che il camper è il vero protagonista di questa incredibile esperienza, da sempre considerato come mezzo in grado di portare le persone ovunque nel mondo, di usufruire di quelle comodità utili per lo svolgimento delle normali funzioni, legate all’igiene personale, alla propria alimentazione, a dormire in un letto comodo e avere del vestiario sempre pronto e asciutto. La vita ‘en plein air’, ho imparato ad apprezzarla giorno dopo giorno, anche se gli spazi sono ristretti, ma lo scopo del viaggio, è quello di visitare le città, conoscere le tradizioni, i piatti tipici locali, essere l’ambasciatrice on the road per intraprendere contatti con le varie istituzioni, aprire ‘un ponte’ di collegamento di carattere socio-culturale-ambientale, e godere delle bellezze che il nostro pianeta sa regalarci.

Non mi ha mai spaventato nemmeno solo per un momento il fatto di viaggiare da sola, per fortuna non soffro di solitudine, non ho attaccamenti affettivi che potessero far vacillare il mio morale. Vivere da soli viaggiando, è un percorso spirituale, di crescita personale, che può solo arricchire se stessi, non toglie nulla, semmai dà un valore aggiunto sulla propria vita, quella vita che adesso, sta diventando insopportabile, e che mi comporta spese e perdite di tempo, continui rallentamenti (adesso parliamo di 3 mesi), per compiere un progetto a cui ho dato la mia parola alle aziende, alle persone, e che mi portano a trascorrere il tempo nelle officine per le continue riparazioni.

Questo camper non va bene

Certo, possono capitare alcuni imprevisti, ma se questi fanno parte di vizi occulti, senza contare che non sono accaduti dopo uno o due anni di viaggio su strada, ma sin dai primi km, fa capire anche a chi di camper non se ne intende, che Roger, come lo chiamo io, non è idoneo per l’uso a cui è destinato, e lo dimostrano le innumerevoli fotografie che ho scattato, sulle guarnizioni, sulle parti di silicone saltati, sulle infiltrazioni, sulla ruggine, tante altre prove, che dimostrano che proseguire il tour in queste condizioni è impossibile! Perchè come qualcuno ha detto, sarò anche una donna, sarà che non capirò nulla e che ho una garanzia e posso aprire tutte le pratiche del caso, ma io sono partita con un progetto di marketing territoriale, non per far riparare un camper, che doveva essermi consegnato in ordine!

Ogni giorno perso...

è per me un’opportunità di lavoro e mancato guadagno, aver investito sino all’ultimo centesimo sull’acquisto di questo camper, incide in modo negativo sulla mia vita, sulla mia salute, sul mio morale, con i continui stress che sono soggetta a dover subire. E cari amici travellers, quando credi in un sogno, in un lavoro, in un progetto e per colpa di chi non ha avuto il benchè minimo scrupolo a metterti su una casa a 4 ruote nella totale insicurezza e vedi svanire come una bolla di sapone tutti i tuoi sacrifici, soffri.

Negli ultimi mesi, prima della partenza, seguivo diversi travel blogger e camperisti, per imparare dalle loro esperienze, e mai, ho visto un susseguirsi di eventi così catastrofici! Loro mi hanno fatto sognare, con le loro straordinarie immagini sotto un cielo stellato, dormire nelle foreste, un continuo batticuore di pura gioia, la voglia scalpitante di mettere in moto e andare all’avventura.

Ma ad un certo punto del viaggio, i continui danni di Roger, diventano insostenibili, sin da subito riscontrai diversi problemi sia nella parte meccanica, che nell’abitacolo, ma ogni volta che contattavo la concessionaria, mi veniva detto che non capivo niente, che ero inesperta, persona a cui avevo riposto la mia fiducia e che ben conosceva il progetto, essendo lui stesso partner dello stesso, confidavo che avesse un occhio di riguardo e che mi sostenesse in modo amichevole nelle diverse difficoltà, sin dal 2016 quando noleggiai un camper per andare al salone di Parma, era a conoscenza del progetto, della passione e determinazione che avevo per compiere tale impresa.

Il giorno della visita del camper, notai che era anzianotto, (infatti parliamo di un veicolo del 1992, che scoprii solo al momento della firma…), ma intanto il mio budget poteva permettersi solo questo, ma speravo, che essendo sponsor del tour, potesse farmi uno sconto, di mettere ‘del suo’ e venirmi seriamente incontro, dandomi un camper in grado di affrontare un viaggio lungo 5 anni, insomma, da quando una promotrice paga uno sponsor? Chiesi in che categoria di emissioni rientrava, mi fu risposto: ‘non lo so, poi lo guardiamo sul libretto’. Me ne dimenticai, perché ero presa dagli ultimi eventi, dall’organizzazione, e poi, fidandomi di un amico, non ci pensai. Ma la partenza era imminente, ero impaziente di ricrearmi il mio futuro, quel futuro che oggi, vedo svanire ogni giorno sempre di più, portandomi grandi incertezze ed insicurezze, perché parliamoci chiaro, il camper lo sto usando ad ‘uso roulotte’, perché da 2 mesi, non si può muovere! Se ci fosse un’evacuazione dovrei lasciare casa mia e portare via solo i miei 4 cani? Ma se fosse successo in Marocco o in Nepal, dove conto di andare, cosa sarebbe successo? Roger, è casa mia, sono una fulltimer, non ho altro, ho investito tutto per comprare un mezzo che non è in grado di portarmi da nessuna parte, perdendo la credibilità nei confronti delle aziende, facendo vacillare la mia nuova carriera da ‘blogger’, nessuno potrà più investire su di me, perché il mezzo era la parte essenziale del tour stesso! Uno ‘sponsor/partner,’ che vuole godere di buona pubblicità, si sarebbe dovuto mettere in condizioni di consigliare per il meglio una ‘cliente’ inesperta, una donna che doveva sentirsi sicura e protetta per le strade del mondo, e non essere costantemente liquidata, sentendosi dire per telefono:’ non capisci niente, da qui (Genova) non posso fare nulla, chiama la garanzia! Ma dove sta il supporto post vendita, emotivo, da ‘amico’ e da sponsor?

Bisogna vivere la situazione per comprenderla

Ma credo che per farvi comprendere al meglio la mia forza e la mia tenacia di portare a compimento non solo il viaggio, ma la mia vita stessa, il mio lavoro (non retribuito e adesso incerto), la responsabilità che ho nei confronti delle aziende partner, che pian piano mi stanno abbandonando, perché non sono più in grado di fare promozione se continuo a buttare via le giornate nello stesso luogo, senza mai vedere la luce in fondo al tunnel.

Ma partiamo dal principio, immedesimatevi per un momento nei panni di una donna, che investe tutto e parte all’avventura in solitaria, a bordo di un camper con i suoi 4 chihuahuas, in un tour on the road mondiale, so che il testo è lungo e potrebbe annoiarvi, ma prendetevi tutto il tempo necessario per comprendere le difficoltà e lo stress a cui sono stata sottoposta, senza alcun aiuto, senza una parola di conforto, assistenza, lasciata in balia degli eventi, senza assistenza, se non quando pubblicavo un video e per timore, in malo modo e in extremis, venivo aiutata, ma con parole dure, umilianti e offensive.

Il programma...

23 marzo 2019, data ufficiale della partenza del tour on the road denominato “Genova: Un Ponte sul Mondo”, prima edizione in 15 paesi europei, un viaggio itinerante per portare Genova nel mondo ed il mondo a Genova, un modo capillare per stringere collaborazioni con gli altri paesi, per uno scambio culturale, turistico, eno-gastronomico, un tour per sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’abbandono degli animali, grazie alla mia associazione non-profit Zandra, promotrice del progetto, di cui io sono la Presidente e fondatrice.

Partiamo già con il primo ostacolo: In realtà, dovevo partire il 16 marzo, avevo chiesto alla concessionaria la consegna del mezzo in questa data, perché prima di partire per un lungo viaggio in un camper di cui non conoscevo assolutamente nulla e stare fuori per 5 anni, era mia intenzione, provarlo per una settimana, andando verso le 5 terre, dove avevo un appuntamento con uno sponsor che mi attendeva per concludere una collaborazione, ma la data di consegna non venne rispettata, causandomi la prima perdita economica… In quella settimana ero già dentro Roger, e presso la concessionaria (non avendo alcuna casa e indirizzo), ricevevo i prodotti di alcuni sponsor per il viaggio, purtroppo, una spedizione importante non mi fu recapitata e non si seppe più nulla, riguardava la fornitura di cibo dei miei cani, oltre ad un roll up per la conferenza stampa e degli adesivi. La bolla di consegna venne firmata dalla concessionaria, ma nessuno fu in grado di dirmi dove finì la spedizione. Naturalmente l’azienda sponsor dei cani, giustamente si arrabbiò… Ma andiamo avanti, sabato 23 marzo parto e verso sera raggiungo Nova Gorica in Slovenia, il viaggio risultò impegnativo. Dopo i primi 30 minuti di guida in autostrada, mi fermai in autogrill per chiamare la concessionaria raccontando che Roger, era lento, e che più dei 60-70 kmh non faceva, la frenata era lunga, il servosterzo duro e le marce non così agevoli… ma mi sentii rispondere. “ non è una Ferrari è un camper! Ci devi prendere la mano”. Sarà, ma posso garantirvi che sono davvero brava a guidare, tanto che in passato portai dei piloti di Formula 1 in macchina con me! Se si sono fidati loro… Pur essendo una donna non significa che non sia in grado di intendere e di volere, mi ero resa perfettamente conto che Roger, nonostante i suoi anni, non era così performante.

Le settimane si susseguono tra meravigliose visite in Slovenia, tra imprevisti come la rottura della scaletta della cellula abitativa in data 30 Marzo 2019, Kocevje, il 02 Aprile 2019, Dolenjske Toplice una perdita di acqua dal tubo di raccordo nel lavandino del bagno, in data 10 aprile 2019, sulla strada statale da Celje verso Kamnik, il camper si fermò a pochi metri da una curva in mezzo alla foresta, sotto la pioggia a 5 gradi, dove abbandonai subito il mezzo, misi fuori i cani tra il bordo della foresta e la strada, per fermare i tir che venivano a forte velocità, per paura che vi fosse un incidente. I cani avevano freddo ed io avevo paura che potessero scappare, che potessero arrivare degli orsi, dei lupi o dei cinghiali, e cosa potevo fare? Chiuderci dentro il camper e sperare che nessuno ci centrasse in pieno? A volte si fermavano delle automobili, e pregavo che fossero brava gente, per fortuna non passò mai nessun malintenzionato. Ho vissuto attimi di terrore, perché non ero in un centro urbano, ero nel nulla, con la batteria a terra, Roger in curva. Solo dopo quasi 5 ore, arrivò il carro attrezzi che ci portò nella città di Ljubljana dove lasciammo Roger, e per più di un’ora girammo in taxy per la città per cercare un hotel che ospitasse me e i 4 cani zuppi e congelati. 5 hotel si rifiutarono. Alla fine per pietà, un hotel ci diede una stanza. Dopo 2 giorni il camper fu riparato per il danno alla batteria.

In data 23/24 Aprile, Punat, Isola di Krk – Croazia, ci fu una importante infiltrazione, il 31 Maggio 2019, Graz – Austria, prime tracce di umidità sulla parete della mansarda e sul materasso, in data 16 Giugno 2019, Salisburgo – Austria, ci fu una considerevole infiltrazione dall’oblò del camper, che dopo diverse trattative tra la concessionaria, la garanzia e l’officina, si concluse a spese mie con un rientro in Italia a Genova, dove consegnai Roger al venditore a patto che risanasse la situazione riferita all’infiltrazione, e promise di fare un check up completo dello stesso. Cosa che naturalmente non fece, dato che appena ritornai a Salisburgo, guidando sempre sui 60-70 kmh, riscontrando il problema solo settimane dopo…

Premetto, che nei primi 3 mesi di viaggio, ho percorso esclusivamente strade statali e mai autostrade (a parte in Italia), proprio perché il tour in the road mi permetteva di fermarmi in tipici villaggi, paesi, e località non conosciute e da esplorare, ma mi sono ritrovata spesso e volentieri in grave difficoltà, tanto che mentre viaggiavo da Caporetto in Slovenia in direzione Kranjska Gora attraversando i tornanti e le Alpi Giulie, dei ragazzi mi obbligarono a fermarmi. Notarono che nelle salite, Roger faceva fatica a procedere, complice una pioggia mista nevischio, banchi di nebbia con scarsissima visibilità, tanto che, andai al confine con l’Italia percorrendo la strada dell’Uccea, e l’indomani presi la Tarvisio per ritornare in Slovenia…

Dopo il lavoro svolto sul tetto di Roger, tornai a Salisburgo, poiché mi venne offerto di trascorrere l’estate a svolgere mansioni di volontariato ambientale presso la struttura (dove ancora risiedo), in cambio di ospitalità, per permettermi di ammortizzare il costo del viaggio verso Genova e relativo Residence (non avendo una casa), anche perché, questo ennesimo danno, interferì sulla gestione del viaggio, si sa, che in alta stagione è difficile trovare buone offerte e campeggi disponibili, soprattutto per chi come me, vive viaggiando, e tra giugno e settembre, sarei dovuta andare nel Liechtenstein, Svizzera, Germania e Danimarca, ma, dovetti disdire i primi camping per andare a Genova, e non mi fu più possibile, recuperare il tour. In seguito, in un comunicato stampa, dichiarai che il mio impegno di volontariato terminava il 15 settembre, data in cui, avrei ripreso il tour, avendolo nuovamente riprogrammato in base alle condizioni climatiche, favorendo paesi con un clima meno rigido, soprattutto durante l’inverno, poichè, essendo affetta da una invalidità da artrite reumatoide e da una fibromialgia secondaria, devo organizzare al meglio il mio viaggio.

Tornai appunto presso l’area di sosta a Salisburgo il 9 luglio, dove parcheggiai Roger, e riscontrai un danno strutturale al profilo di alluminio della porta del camper nella parte superiore, danno che impedisce la corretta chiusura della porta abitativa con il conseguente rischio di infiltrazione d’acqua nel camper, e dove viene meno il corretto isolamento dello stesso. A Genova, presso la concessionaria venne tolto in modo definitivo il tendalino, il quale chiesi di ripararlo, in fin dei conti, si doveva soltanto alzare un po’ il braccio dello stesso, cosa che mi venne beh spiegato da due officine. Ma non ci fu la volontà di sistemarlo, così persi anche il tendalino e sappiamo che ha un certo costo, tanto che ho trascorso parte dell’estate al caldo e senza aver alcun riparo. Togliendo la struttura del tendalino e le vibrazioni durante i circa 1000 km tra Genova e Salisburgo, hanno sollecitato l’abbassamento del profilo della porta, staccandosi dalla guarnizione, tenuta in saldo dal tendalino stesso.

Il 17 Agosto, procedevo ad un cambio di piazzola, (il camper rimase fermo dal viaggio di ritorno da Genova in data 09 luglio), e mi accingevo prima alle manovre di scarico e carico presso l’area di sosta, (nelle settimane precedenti potevo utilizzare un tubo per il carico dei serbatoi dell’acqua direttamente nella piazzola, e lo scarico veniva effettuato per mezzo di taniche, questo per non muovere ogni 4 giorni il camper dal parcheggio), e dopo l’esecuzione degli stessi, parcheggiavo il camper nel nuovo posto assegnato. Solo dopo venni a conoscenza di aver lasciato delle perdite di olio presso la vecchia piazzola e nel sevizio di carico e scarico. Chiamai il rivenditore, dove mi sollecitò ad usare una idropulitrice per lavare il motore per poter identificare la perdita d’olio! Mi rifiutai in quanto non essendo né un meccanico né avendo alcuna competenza per svolgere tale lavoro, non me la sentivo di procedere con un lavaggio a getto potente sul motore, dove inoltre vi sono numerosi contatti elettrici anche scoperti.

Il 23 Agosto mi recai nuovamente presso l’officina di Salisburgo (dove andai per la precedente infiltrazione), per l’identificazione dell’ennesimo danno, riscontrato nel Turbo compressore. Preventivo: circa 1.400,00 euro.

Ancora una volta mi sentii prendere in giro da parte di chi doveva sostenermi, essere uno sponsor, dicendomi che non poteva farci nulla, che la colpa era la mia, e che lui doveva andare in ferie, di chiamare la garanzia e aprire una nuova pratica! Mi sentivo umiliata, offesa, derubata dei sacrifici economici che continuavo a sostenere per portare avanti il tour, un tour che la stessa persona ha deriso, durante un suo sms che doveva essere rivolto ad una terza persona, ma che per sbaglio, arrivò a me. ‘Marco… questo tour…’. E allora perché tanto interesse a sponsorizzarlo? Ma poi, quale sponsorizzazione se non ha dato prodotti, ma ha solo ricevuto dei soldi? Meritavo più considerazione e rispetto.

In quel momento, decisi che si sarebbe occupato uno studio legale per far valere i miei diritti! Per prima cosa mandai io stessa in formula bonaria, una lettera con la richiesta di una riduzione del prezzo di vendita, causa vizi occulti e di conformità, ma non ricevetti alcuna risposta, nominando pure tutti gli articoli di legge, dato che un amico avvocato di prima battuta mi consigliò. Poi, interpellai un secondo avvocato, la quale inviò una lettera con la risoluzione contrattuale, ma di risposta dallo studio legale per parte del rivenditore del camper, che la richiesta era onerosa! Il tour è stato sospeso per causa di forza maggiore, dal 16 giugno con la conseguente perdita di collaborazioni e sponsorizzazioni, mancati traguardi di marketing territoriale (Quindi informazioni sulle eccellenze liguri, appuntamenti, incontri istituzionali, partnership, soprattutto importanti nei mesi di alta stagione), compromettendo la mia serietà e la mia credibilità di cui ho sempre goduto di buona reputazione con precedenti lavori come P.R., modella e specializzata nelle comunicazioni, quindi con perdita del mio operato e dell’associazione Zandra, che si occupa dei temi animali e ambientali mediante informazione e volontariato.

Ma cari miei, la cosa continua a vivere nell’assurdo! Ogni giorno spero in un felice riscontro, sperando che il venditore si possa mettere una mano sulla coscienza e riconoscesse la sua responsabilità, la sua leggerezza nel vendermi un camper pieno di vizi, ed intanto, mentre aspetto da settimane che l’officina di Salisburgo mi chiami per l’appuntamento per la riparazione della turbina, arriva un altro danno! Una nuova infiltrazione nella mansarda!

Ma il tetto, come è stato riparato? Proviene da lì questa infiltrazione, o dai profili in cui non vi è alcun cm di silicone a norma? Vi sembra normale dormire in un materasso nell’acqua? Già! Perché la pioggia ha trovato spazio accumulandosi nella parte inferiore della mansarda, dove dormo, causando odori sgradevoli di umidità, muffa, coperte e cuscini sempre bagnati. Andare a dormire per me sta diventando una tortura e non ho altro posto, in quanto il camper ha subito delle piccole modifiche per poter avere più spazio. Ad esempio ho fatto togliere la parte superiore del letto a castello, mantenendo il materasso di sotto, ma tagliandolo di 40 cm, in modo che con del compensato ho ricreato una mini dispensa. Il divanetto funziona bene come angolo relax o come gigante cuccia dei cani, e per chi vive come fulltimer per anni in un camper, massimizzare gli spazi è davvero importante. Ma mai più vado a pensare che mi si allaga il materasso del letto, mentre il camper è fermo da 2 mesi! Assurdo! Respirare muffa e dormire sul bagnato è già gravoso per una persona sana, figuriamoci per le mie patologie! Ed il venditore continua a lavarsene le mani! Ha proposto di tornare a Genova, sempre a spese mie, per fargli fare il lavoro! Certo, lui viene pagato dalla garanzia ed io devo fare da pendolare ogni mese per farlo guadagnare e vivere sulle mie disgrazie!

Alla fine, ho la bronchite, ho quasi 39 di febbre, piove, fa freddo e vivo in un camper come se fosse una roulotte. L’officina continua a rimbalzarmi, il venditore che dovrebbe risarcirmi di ogni danno, se ne infischia anche dei termini proposti dal mio legale. Ed io, sono stanca, desolata, non posso mollare la mia unica casa con i miei effetti personali per andare dove e con 4 cani, senza auto, senza un posto dove dormire? Andare in hotel? Lo avessi fatto sarei lì già da 2 mesi e avrei speso i soldi del tour.

Questo tour era il mio futuro lavoro, non tutti lascerebbero amici, famiglia, città, vivendo in giro costantemente per il mondo, ci vuole coraggio e carattere, soprattutto in previsione dell’aggravarsi delle mie condizioni di salute, molte cose più avanti mi saranno difficili e complesse da fare, ogni settimana persa e vissuta in queste condizioni di umidità, muffa e stress, sono veleno per me. Il viaggio era stato studiato in base alle condizioni meteorologiche, cercando di non andare nei luoghi troppo freddi e con neve in inverno, perché so che per me, sarebbe stato davvero pesante.

Ancora nessuno mi dice niente e tra 7 giorni, mi scade la revisione di Roger, che per legge, pur essendo in ‘Europa’, sono obbligata a fare in Italia! Perché come 2 concessionarie di camper che in questi giorni mi hanno contattata, loro non venderebbero mai un camper quando la scadenza della revisione è inferiore ai 6 mesi, a maggior ragione se fanno da sponsor. ‘Costa 65 euro cara Saba, un venditore e soprattutto uno sponsor, doveva tenerne conto e darti un mezzo che per 2 anni saresti stata in grado di non dover affrontare cambi di percorsi e spese’. Questo è ciò che uno dei due mi ha detto, e che andrò a trovare appena Roger potrà circolare. Hanno ragione, come hanno ragione che dovrò fare una perizia al camper per dimostrare che questi danni erano già ampiamente presenti prima del mio esimio utilizzo.

E’ frustrante trascorrere le giornate a togliere e mettere fuori all’aria i cuscini, il materasso, le coperte ogni volta che non piove, per far sì che si asciughino, faccio fatica, ho un polso operato e mi fa fisicamente male tutto questo sforzo. E per chiudere in bellezza, oggi, la finestra del bagno si è spaccata, quindi sono a 3 danni con un camper fermo in un parcheggio. Sono decisamente stanca, nessuno mi dà delle risposte, mi sento presa in giro. Un giornalista tedesco ha battezzato Roger: ‘il camper della vergogna’, ed io mi vergogno anche se non per colpa mia, a circolare con un mezzo in pessime condizioni, perché le foto, vi posso garantire, parlano da sole.

L’ideale sarebbe far fare il preventivo ad un’altra officina, intanto è dal 18 agosto che aspetto la riparazione della turbina, ma il camper non si può più muovere, perché una volta acceso, il motore non si spegne, e posso muoverlo solo per mezzo di un carro attrezzi. Ma se caricano Roger, una volta fatto il preventivo, spedito alla garanzia che si riservano di 48 ore per rispondere, io non posso rimanere parcheggiata presso l’officina! Ma a nessuno frega nulla di aiutarmi, si pensa solo al profitto, e direte voi: si ma la prima officina, perché ci mette così tanto? Ve lo dico subito: Ho saputo che è una questione di ‘ripicca’ in quanto il precedente lavoro del tetto, invece che farlo fare a loro, andai a Genova dal venditore, e quindi adesso, loro perdendo quei 3000 euro, è giusto che io ci rimetta stando ferma…! Assurdo! Alla fine, chi ha pagato il viaggio e si ritrova altri danni sono i. Sono tra due fuochi, che mi fanno disperare perché non vedo alcun tipo di serietà!

Non ditemi che le persone sono buone, oneste, altruiste, perché per i fatti di cui sopra, si evince che non è così. Mi addolora aver riposto la mia fiducia e i miei sacrifici, su persone che non si sono fatte alcuno scrupolo a lasciarmi andare in giro per le strade del mondo senza alcuna sicurezza. Il camper è stato fotografato centinaia e centinaia di volte, doveva godere di buon successo e pubblicità positiva e non essere chiamato: ‘il camper della vergogna!’. Mi hanno ferita queste parole, come mi continuano a ferire le non risposte, la totale indifferenza che ho attorno a me.

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