Diario

Blogger o no blogger?

Blogger o no blogger? Questo è il problema...

Amo viaggiare, fotografare, vivere l’essenza di quel momento. Sono partita con i miei 4 cani a bordo del mio camper Roger per girare il mondo, perché amo l’avventura, vivere da sola e vivere storie da poter ricordare. Un animo ribelle, selvaggio, che vive da sempre fuori dagli schemi imposti dalla società, collezionando avventure, un qualcosa di diverso da poter raccontare. Da sempre sincera, diretta, passionale in ciò in cui credo, ma non amo le etichette come ‘camperista’, ‘blogger’ etc. Io sono una viaggiatrice, da sempre, il camper, l’aereo, l’automobile, sono solo mezzi utili che mi permettono di poter conoscere il mondo. In questo articolo, ho racchiuso pensieri e fatti dei primi 164 giorni di viaggio, considerazioni nate giorno dopo giorno, cose che di solito nessuno racconta, perché è più bello pubblicare una bella foto, invece che descrivere anche cosa c’è dietro a quello scatto.

“La mia libertà, è la fonte della mia crescita personale”. ...Non è tutto oro quello che luccica...

… E’ come se esistesse un codice non scritto tra i ‘blogger’ o chi fa social, cioè quello di pubblicare sempre e solo foto bellissime, momenti felici, post coinvolgenti, lo scatto perfetto con ore di editing, di prove, per poi scegliere l’unica e sola immagine che ti farà guadagnare (o comprare) migliaia di like. Vedi la serenità nei loro volti, quelle pose tutte uguali sui vari profili Instagram e facebook. Ma come fanno?

Sarà che loro sono più bravi di me a lavorare con i social media, sarà che hanno almeno qualche anno di esperienza, leggi i loro profili e sono tutti consulenti SEO, social media marketing, digital marketing, esperti di web marketing, sviluppatori e web designer, influencer, tutti con grandi capacità comunicative, riconoscimenti vari, guadagnano soldi con il loro blog, vendendo e-book, consulenze, etc, o vengono pagati centinaia di euro per dei post. Ho fatto moda e televisione, e so quanto lavoro ci sia dietro ad uno scatto fotografico, la luce, il momento, la brezza, la foglia, la piuma, il vento tra i capelli, la gente che passa e devi rifare tutto da capo, l’asino che vola…

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Insomma, prima di partire per il tour on the road 5 mesi fa, seguendo diversi account per capire come i ‘blogger’ si affacciano al mondo, pensavo: “ che bello, tra qualche settimana anche io farò queste foto straordinarie!” Scelsi diversi vestiti per fare proprio quelle foto fighissime da travel blogger e da ex modella, sono brava a scegliere un outfit degno di nota… ma ho riempito Roger (il camper), di abiti che in un tour on the road, non metterò mai, ma per una foto da centinaia di like, questo ed altro! Peccato, che sono 5 mesi che prendo pioggia! Sigh! Vivo con il cappellino in testa, il maglione, la felpa e di vestiti a fiori o sexy in un campo di girasoli, neanche l’illusione….

Sarà che io ho cominciato a fare la ‘blogger’ da poco, e sono come si suol dire, alla prime armi, si perché prima ero una modella, e va da sé, che mi era più facile essere pubblicata sulle testate giornalistiche, sui redazionali, i giornalisti mi chiamavano per rilasciare un’intervista, e non dovevo sbattermi tutto il giorno a mandare email, fare telefonate per far parlare del tour, (per altro con temi riguardanti il marketing territoriale, la salvaguardia dell’ambiente e degli animali), era veloce e naturale, erano gli altri che mi cercavano e alcuni pagavano per questo. Adesso è diverso, sono io che devo rincorrere le persone…

Chi non ha mai viaggiato in camper, forse non ha ben presente il lavoro che c’è dietro, soprattutto se sei da sola, con 4 cani, in un viaggio itinerante. Hai da organizzare le soste o i camping, spesa, carico e scarico, lavatrici, poi ci sono le visite culturali o le escursioni in natura, 5 uscite al giorno per i cagnetti, blog, social, email, poi vorrai mangiare e farti una doccia? Senza contare i numerosi imprevisti, a cui dedicherò un articolo a parte, ma sono quelli che hanno e stanno causando diversi problemi al buon esito del tour…

Ma partiamo dal principio. Non mi piace essere etichettata ‘blogger’, ‘camperista’, io mi sento vecchio stile, una viaggiatrice, non una travel blogger, perché preferirei andare in giro a scoprire ed esplorare, piuttosto che cercare l’angolo perfetto da fotografare e pubblicare… Perdo così tanto tempo ad aspettare che non ci sia nessuno che mi passa davanti, posiziono il cavalletto per fare lo scatto immacolato, e passa quello che me lo fa cadere o ci passa davanti, si mette li a guardare cosa combino, e la mia spontaneità, va a farsi fottere… Una ‘blogger’, vive di visibilità, ed io proprio con i social media, devo avere qualche problema… bisogna dedicare tante ore a lavorarci come si deve, con strategie, condivisioni, sostegno costante da parte di amici, partner/sponsor, followers, promozioni a pagamento, togliendo l’essenza del mio tempo e di quel momento… Infatti mi rendo conto, che passo più tempo con il cellulare in mano per fare questo, che a guardarmi attorno.

Mi piace scrivere nel mio ‘blog’, perché è un diario, mi appassiono alla stesura del mio libro, ma questo ‘obbligo’ di mettere in vetrina ogni giorno, con tot post altrimenti perdi la visibilità, l’engagment, i follower, i like, è un lavoro tosto e non retribuito. Ma parliamoci chiaro: da centinaia di like che avevo su Instagram adesso arrivo si e no a 10-20 like. Un dolore per le ore che dedico per promuovere il mio tour! Ma ho scoperto che nella nuova versione account creator, alla quale solo pochi ‘eletti’ ne fanno parte, stranamente io ci sono… puoi visualizzare i dati statistici e quindi la copertura del post… purtroppo sono stati eliminati i like, e per chi come me, sta cercando di farsi strada in questo mondo da nomade digitale, sembra di lavorare per niente e nessuno. Perché il nuovo algoritmo, lo shadowban, e le ‘porcate’ di Zuckerberg per farti spendere soldi sulle promozioni, mi ha fatto odiare l’unico social che ho davvero mai amato!

Quello a cui ho dedicato il mio tempo nella condivisione di immagini ovunque mi trovassi nel mondo e senza precedentemente essere una travel blogger, ma vivendo il mio momento. Avevo seguaci, avevo like, poi un giorno, presi un anno sabbatico, e mi cancellai da tutti i social, abbandonai anche il cellulare, e fu il periodo più bello della mia vita. Nessuno stress, fotografavo e pubblicavo le immagini negli articoli sul mio ex blog, dove avevo 1000 visualizzazioni al giorno! Ero vera, avevo qualcosa da raccontare, non postare la foto con dietro il bel monumento e farne la sua descrizione. Ma raccontavo l’unicità e l’emozione che quel posto mi sapeva dare. Invece con Facebook, che ho odiato sin dal primo momento, da quando mi iscrissi nel maggio del 2008, mi sono messa e tolta decine e decine di volte.

Negli ultimi anni lo usavo nella funzione ‘solo io’, cioè come diario, e nessuno poteva interagire con me, mantenevo solo il profilo per accedere alle diverse pagine e gruppi che gestivo, e di entrare in quel ginepraio infinito di commenti, di perdita assoluta di tempo, di quei botta e risposta che non portano da nessuna parte, (messenger tolto in modo definitivo), mi serviva solo per condividere i link degli articoli, o condividevo qualche foto, ma i miei veri seguaci, amavano leggere la mia simpatica insolenza, il mio lato selvaggio, leggevano i miei racconti e commentavano con fantasia, dolcezza, amicizia, gratitudine e simpatia. Ed ero davvero soddisfatta e felice, perché la mia giornata era scandita dal ritmo degli eventi, non dal numero di post che dovevo pubblicare.

Fare la ‘social – blogger’, significa dedicare ore e ora ogni giorno e notte per ottenere visibilità, un vero e proprio lavoro. Ho parlato di questo con altri blogger, ed è vero, non a tutti piace, a meno che tu non sia narcisista o vivi per questo, ma per chi come me e altri, viviamo di avventure e di momenti, le ore sui social, tolgono la magia e la spontaneità di una foto. La devi studiare, preparare, anche quando fai finta che il risultato è del tutto casuale… Niente per chi fa social, è casuale.

Oggi scrivo queste considerazioni, perché ho ricevuto alcune email da amici – ‘follower’ del passato, che hanno visto quanto io ultimamente sia diversa… e mi hanno fatto riflettere. Hanno ragione, ho perso la mia spontaneità per seguire un modello, uno schema, che probabilmente porterà a dei risultati economici e di notorietà fra 2- 3 anni, perché in 5 mesi, non posso auspicare a grandi risultati.

All’inizio hai una proiezione sui dati che vedi sul web, e pian piano ti accorgi, che molti di quegli account (non tutti), sono finti, gonfiati, con pacchetti di follower e like comprati, e tu ti senti così piccola ed insignificante, perché un mezzo tanto stupido ma potente, ti fa risultare una persona vincente o perdente! Assurdo davvero! Soprattutto per chi come me, ha sempre vissuto di ‘popolarità’ senza i social media, eppure mi conoscevano (come modella) in tutto il mondo… Viva gli anni ‘80 e ‘90!

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Dopo l’ennesimo imprevisto, ho deciso di proseguire il mio meraviglioso viaggio, e fermandomi quando posso cogliere l’occasione di risparmiare in qualche modo. Cosa che da giugno sto facendo. Infatti sono ferma a Salisburgo (peccato sia una delle città più piovose della terra!), e qui trascorrerò tutta l’estate facendo volontariato ambientale. Ed è un bene ve lo posso garantire! Si perché nei mesi da giugno a settembre, come da programma, dovevo visitare il Liechtenstein, la Svizzera, la Germania e la Danimarca; avevo iniziato a fare le prime prenotazioni, perché si sa, in alta stagione rischi di non trovare posto nei camping, senza contare il costo esorbitante che mi avrebbero fatto pagare sulla tariffa di 4 cani… Rimanendo qui, non ho lo stress di cercare e pianificare l’itinerario a seconda delle disponibilità delle strutture, e speravo di poter risparmiare un bel po’ di soldini, ma ogni momento, salta fuori una spesa imprevista.

Ma si sa, in viaggio accadono spesso degli imprevisti, figuriamoci in un tour mondiale on the road, quindi, l’unica cosa che posso fare, è proprio quella di lavorare in loco o fare volontariato in cambio di pernottamento. Ecco perché, in risposta sempre ad altre domande che mi vengono poste, ora sono ferma e non pubblico più quelle foto meravigliose… Ed essendo questa la mia vita da viaggiatrice fulltimer, decido come meglio posso fare, per mantenere in vita questo viaggio.

 ‘Genova nel mondo ed il mondo a Genova’, un’ambasciatrice coraggiosa che ha dormito nella foresta, che svolge ogni attività da sola comprese le gioie e le difficoltà, a volte riparando anche il camper,  si lavora tanto, ma il ritorno è lungo e faticoso.

…L’erede femminile genovese di Colombo che esplora il mondo, la Alma Karlin del nuovo secolo, (per chi non la conoscesse, è stata la prima viaggiatrice donna che esplorò tutto il mondo, pubblicando 22 libri e lo ha fatto agli inizi degli anni ‘20 quando solo pensare di giungere all’altro capo del globo, era davvero difficile, figuriamoci per una donna da sola!). Lei per me, è il mio mito, l’esempio da seguire, la mia ispirazione, nessun’altra.

Così, come per tante aspettative create prima della partenza e visitando qualche centinaio di blogger sui social, mi faccio il mio bellissimo film mentale…

Tutto parte per realizzare una di quelle foto fighe con effetti speciali che fanno le fashion o travel blogger… Compro anche un action cam, questo già nel 2016… (il tour mondiale on the road lo scrissi 3 anni fa…), e ancora non ho capito come si usa (ma lo avrete già capito… io e la tecnologia e questi metodi moderni non andiamo d’accordo… io sarei per il piccione viaggiatore o i segnali di fumo, il vecchio telefono a gettoni e nessuna app di messaggeria istantanea…). Poi ti rendi conto che utilizzano apparecchiature e reflex, cavalletti, uomini abbronzati con una noce di cocco messa proprio lì, mentre le sventolano una gigante piuma di seta setosissima glamour super chic, o si avvalgono di un fotografo o qualcuno che abbia voglia di stare li a menarselo per farsi immortalare, o magari hanno un fidanzato che utilizzano anche per questo scopo…

Infatti tantissime foto vedi lei sempre con il suo didietro in perizoma o leggins… con il profilo di lui, o una mano sulla coscia posteriore come dire: ‘questo culo è il mio!’ Sono tutte sempre immacolate, ben vestite, con gli occhi socchiusi come se le avessero rubato l’anima o il momento perfetto, o in pausa di riflessione sull’universo che potrebbero riscrivere la storia della sua stessa creazione. Sempre felici, tutte. Con lo stesso sorriso, postura, cornice, che non capisco se sia un app per blogger che ti danno lo sfondo immagine o la modella in prestito…

Mentre io… mi sveglio già urlando e scaricando una serie di parolacce che farebbe impallidire persino il diavolo, i cani che devono fare i bisogni, metto i guinzagli e corro per non fargliela fare durante il tragitto, dove immancabilmente becco qualcuno che: “ohhhh 4 cagnolini me li fa vedere?” (a ripetizione ogni giorno da 5 anni per 5 uscite al giorno… due palle di Mozart! Così cerco di andare, e intanto i cani, piccini, a volte la fanno lì, perché dire “scusi devo andare”, passo da maleducata e mi prendo sempre una riga di insulti! Io! Poi inizio le terapie (ora 3 su 4 sono sotto cura), metto su il caffè, dò da mangiare a loro, e poi inizio a prepararti…

E siccome sono masochista, mentre bevo la mia tazza di caffè fatta con una moka da 6, scrollo Instagram… Vedo una qualsiasi blogger… Foto al mattino: super rilassata, luce perfetta, tazza di caffè bollente in mano, tutto ordinato, preciso in lifestyle, come se fossero appena uscite dalla rivista AD o Vogue, con quel maglioncino che le scopre sempre la spalla e l’immancabile sedere di fuori con i calzettoni! Onestamente, ho provato a fare una foto così, insomma che ci vuole? Occhio languido (anche se appena svegliata la luce mi brucia la retina…), labbra imbronciata ma sorridente, pronta a dare il buongiorno al nuovo giorno (che da me, piove sempre) capelli finti arruffati (almeno un’ora per farli sembrare tali), trucco nature (tanto di quel contouring, app selfie, app luce, app fanculo voglio la foto da copertina), e mi sono pure impegnata più e più volte, ve lo giuro! Ma no, io mi ritrovo un cane spiccicato sulla faccia che mi lecca dicendomi: mammaaaaaaa caxxo pipiiiiiiiiiiii!’, o solo per fare l’inquadratura giusta sul letto in mansarda sul camper, per poco non mi imbelino di sotto spaccandomi la testa!

Inutile. Certe foto te le fanno, non puoi fartele! Perchè da modella, vi posso dire che le facevo, e c’era sempre una troupe dietro ad una foto! Trucco e parrucco, stylist anche solo se per un perizoma, gioielli, assistente fotografo, fotografo, addetto alle luci, web designer…

Ho anche visto delle blogger in azione… Subito se non hai l’occhio attento non le noti. Vestite in modo del tutto basic, perlustrano il territorio come un segugio, fanno avanti e indietro per capire l’inquadratura giusta, fanno l’analisi del suolo pubblico come un geometra comunale esperto, una volta deciso il luogo, tac, per magia, si sono cambiate per fare lo scatto, super felici e sorridenti, e camminano in modo del tutto easy e super sexy voltandosi per immortalare il didietro ed il viso compiaciuto… Ovviamente dopo aver mandato a quel paese qualche passante, urlato contro a qualcuno e a qualcosa… Le capisco. Hanno la mia totale comprensione… E’ capitato anche a me, dopo averle emulate… Ma parliamo ad esempio di tutte quelle super gnocche che fanno trekking… e qui mi sbellico dalle risate, essendo io una escursionista… Gioco in casa, essendo ‘wild inside’ amante delle foreste e dei boschi! Sono nel mio habitat! Come fanno in cima alla montagna con lo zaino che pesa 40 kg, ad avere il rossetto perfetto, i vestiti senza una goccia di sudore, il culo sodo sempre in primo piano, i capelli con la classica coda di cavallo, (studiata da Coppola in persona), apparire riposate e senza alcuno sforzo??? No perché io, facendo trekking, quelle foto proprio non riesco a farle! Ho i capelli schiacciati, la bocca secca, devo sempre fare pipì, ho freddo, becco pioggia o forte vento, ed ho sempre almeno 5 strati di cose addosso!

Altro episodio...

Da anni avevo il desiderio di andare a vedere il parco dei laghi di Plitvice in Croazia, ebbene… Finalmente il mio desiderio si avvera… Peccato che ho preso pioggia per una settimana intera e persino la neve… tanto che la proprietaria del camping mi voleva ospitare da quanto fosse dispiaciuta per quel tempo orribile e che non potevo realizzare delle belle fotografie! Ha anche nevicato per mia grande gioia… fanculo la foto seduta da sola al centro della passerella con l’abito a fiori!

Un giorno, mentre andavo dal camping verso la fermata del pullman, una macchina in direzione di marcia opposta alla mia, fa un’inversione a U sulla statale, e scendono due individui. Io mi metto subito sulla difensiva pensando in una aggressione, insomma, non avevano proprio due belle facce, e mi stavano sbarrando la strada. Io reagisco a voce e uno mi ordina: ‘documenti!’. Figuriamoci se due facce così mi fermano in una statale sotto il diluvio ed io apro lo zaino! Dicono di essere poliziotti, ed io, rispondo che fintanto che non mi avessero fatto vedere i distintivi, i permessi, i documenti di tutta la famiglia e delle generazione passate e future, me ne sarei andata per la mia strada! Il secondo poliziotto capisce che mi sto proteggendo, e mi assicura che sono dei veri poliziotti. Infatti lo erano…! Gli ho risposto che in passato sono stata aggredita, e che non mi fido di nessuno. Mi hanno fatto i complimenti per come ho reagito e che in effetti la situazione poteva sembrare più un aggressione che un semplice controllo documenti…

Alla fine non avevo la carta d’identità, ma siccome pioveva, mi ero portata dietro solo la patente plastificata, e loro volevano il documento… Gli dissi che se tanto lo desideravano, mi potevano portare con la loro auto in borghese (ma con il lampeggiante acceso), ad un km di distanza, dove avevo il camper e i documenti, perché a piedi di certo non me la sarei rifatta sotto la pioggia! Alla fine gli dissi di vedere chi sono sul web e che andavo ai laghi a fare promozione del loro territorio… Mi lasciarono andare…

Finalmente, zuppa ed infreddolita, arrivo al parco dei laghi di Plitvice, ma non è stato proprio come me lo aspettavo… le passerelle di legno erano gremite di gente, che spesso si fermavano a scattarsi una serie dei selfie, (tutti blogger?), incuranti della coda dietro di loro, procedevo in fila indiana tra gomitate, insulti e spintoni… E la domanda fu la seguente: “Ma come caxxo fanno le travel blogger a scattare quelle foto super fighe, sedute con abiti svolazzanti, da sole in mezzo alla passerella di legno?” Io avevo i capelli e i vestiti zuppi dalla pioggia, il trucco sbavato… 4 costole incrinate, le scarpe piene di pestate, la vena sul collo che mi pulsava dallo stress e con quel tempo orrendo, ho lavorato ore per editare le foto ‘migliori’ da poter postare sui social! Sinceramente non lo so quanto di vero ci sia sui social, oppure sono fottutamente più fortunati di me a beccare il giorno perfetto, il momento perfetto, lo scatto perfetto, forse vivono tutti in un mondo perfetto! Ci sono più foto ritoccate su Instagram che sabbia nel deserto, questo è sicuro!

Comunque non ne sto parlando male, è solo una considerazione che sto facendo a voce alta, sarà il mio totale odio nei confronti di questi sistemi, che mi stanno portando via i miei momenti, alla rincorsa della foto giusta per facebook e per Instagram, e alla fine, perdo la magia anche in una giornata di pioggia, perdo l’entusiasmo di concentrarmi su ciò che devo visitare, perché la mia mente è solo alla ricerca di quell’immagine che mi dovrebbe portare migliaia di like!

Ho fatto ricerche per mesi e mesi per prepararmi a questo ‘nuovo lavoro’ ancora non retribuito per altro, perché sempre sui consigli di chi invece fa ‘blogging’, esperto in social media marketing, SEO, nomade digitale, etc etc, e ti vende i suoi consigli on line da seguire assolutamente, (ecco come guadagnano… ), bisogna vedere chi ce l’ha fatta per carpirne i segreti! Sarà, ma da quando ho iniziato a seguire gli altri e a non essere me stessa, ho perso il mio ‘allure’, ciò che mi ha sempre contraddistinta da tutti, che mi ha sempre dato popolarità e visibilità, perché se la massa fa in un certo modo, significa che anche per te, dovrebbe funzionare così! Ma non per me, perché io vivo per me stessa, per ampliare il mio bagaglio personale, amo viaggiare, amo ciò che faccio nonostante abbia avuto anche giorni non ‘perfetti’, ma queste sono le vere avventure, per me non è immortalare la foto ripetuta, vista e rivista che tutti fanno per dire: ‘anche io c’ero!’. Poi, lo devi fare, perché devi ‘testimoniare’ che davvero eri lì.

Io credo che i social, abbiano davvero rovinato la veridicità delle cose, uno si crea delle aspettative enormi, e a volte quel luogo, è stato talmente tanto editato, photoshoppato, modificato, che quasi, non lo riconosci nella realtà. Ecco perché non amo facebook, ed ho smesso di amare Instagram, perché dedico 6 ore al giorno solo ai social, e da settimane mi hanno messo nel limbo perché ho utilizzato troppo spesso gli stessi hashtag; dal profilo aziendale sono ripassata a quello personale e da poco sono in quello creator, che dicono sia un nuovo ‘passo’ di Instagram, dedicato al momento solo a pochi ‘eletti’, (che culo!), un test su questa piattaforma. Forse mi dovrei sentire lusingata di aderire ad una nicchia di profili ‘vip’, ma non mi sembra ancora di essere così nota. Beh, è solo qualche settimana, ci vuole tempo anche in questo, intanto ho cancellato manualmente molti profili fake che mi seguivano, non eseguo bot, D.M., chat di gruppo che si mettono il like a vicenda, ho visto calare notevolmente la mia visibilità, e non mi deprime la cosa in sé, mi spiace solo, che sia capitato in un momento dove sto investendo sul mio futuro, sul mio lavoro, e senza numeri le aziende non ti pagano e non ti ingaggiano. Forse dovrò comprare follower e like come fanno in tantissimi?

Forse ancora non tutti hanno ben capito cosa significhi tutto questo.

Questo non è solo un tour on the road, questo progetto fa parte della mia vita, nessuno mi ha pagata per fare promozione, non sto lavorando per nessuno, sto solo vivendo la mia vita in un camper in giro per il mondo e offrendo la possibilità alle aziende, di farsi pubblicità in varie forme, con il contributo economico e/o di prodotti utili per la riuscita del tour.

Il momento più bello è quando giunge la sera… quando lascio il telefono e la notte è solo per me, non voglio interferenze, ho i miei pensieri da raccogliere, ed è l’unico momento della giornata dove posso dire: ‘che bello, finalmente sono da sola e felice!’.

Sono la donna perfetta per questo tipo di vita, amo la solitudine, sono temeraria e coraggiosa, adoro cambiare luogo ogni giorno, non ho vincoli e non ho alcun tipo di attaccamento, adoro il cambiamento e mi annoia la quotidianità. Posso vivere nel silenzio più assoluto e nel luogo più desolato senza alcun problema, sono verace, perché ho avuto la fortuna da giovane, di togliere e di colmare ogni angolo remoto della mia vanità facendo la modella.

A 43 anni, voglio solo sostanza e veridicità, e lo potete vedere voi stessi nelle mie foto. Sono tutte naturali, non ho mai lo sfondo perfetto, il tavolo con il pc, il fiore, la candela, tutto tono su tono, vestita da copertina… Sono come sono. Sempre me stessa, non fingo, pubblico anche quando sono con il viso stanco, con le occhiaie, racconto nei miei video ciò che penso, e non mi preoccupo se posso risultare simpatica o antipatica, perché a me, di prendere per i fondelli la gente non mi va.  Se fai la blogger, ti iscrivi in tanti di quei gruppi, chat, community, incontri, dove alla fine, ti chiedono o devi spendere sempre dei soldi, è il classico sistema a piramide… Alla fine ci sono sempre location che guadagnano, blogger pagati, sponsor… c’è sempre qualcuno che guadagna. Mi sono iscritta un po’ ovunque, e vedo, che se brilli di luce propria o sei completamente diversa e non segui l’iter, non ti cagano molto o proprio per niente, ma sfruttano quelle che si applicano facendo mille domande, quelle che vogliono farcela per forza, le classiche macchine da soldi, perché vivono in quel sistema.

In questi 5 mesi ho studiato e seguito molti blogger, (rispetto assoluto per il loro lavoro e per il loro successo), ma ho notato che c’è la rincorsa a collezionare più luoghi visitati, più collaborazioni, hanno blog troppo perfetti, curati, indicizzati, sembrano delle vere e proprie aziende. Questa è comunque ammirazione, perché è bello vedere che sto seguendo un sogno e molti ce l’hanno fatta! Mi da una speranza a continuare, non intendo il viaggio, intendo dedicare il mio tempo ai social… La mia è solo pura ammirazione, non invidia.

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Ma vedete, solo per scrivere questo articolo, ho impiegato 2 giornate. Vero è che ho portato fuori i cani, fatto la lavatrice, volontariato, cucinato, ho fatto la doccia, pulito il camper, risposto a quelle interminabili telefonate che ti fondono il cervello, sono andata a fare la spesa…

Due giorni interi per scrivere un articolo… e pensare, che lo devo ancora trasportare sul blog, scegliere le immagini giuste per dare risalto a ciò che voglio esprimere, ma adesso sono stanca, ho solo voglia di bere un bicchiere di vino rosso perché ho freddo, riportare fuori i cani, e andare a letto ed iniziare a leggere il libro ‘Ultima chiamata’ del caro amico Walter Pilloni, perché non ho ancora avuto tempo di aprirlo. E pensare che il primo capitolo è dedicato proprio ad una mia testimonianza! Sarò curiosa o no di leggerlo? Ma dopo ore e ore al pc, mi lacrimano davvero gli occhi, e così, alla fine, stanca, spengo la luce. Spengo la mia giornata.

La cosa più bella, è che queste esperienze sono solo mie, le vivo sulla mia pelle e faranno parte per sempre nella mia vita. Mi rendono più forte, più sicura, più determinata. Ho lottato anni per riuscire a coronare questo sogno, e non permetto più a nessuno, di entrare nella mia vita con le scarpe sporche di fango e rovinare a cui credo!

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